I «nomadi» in Kazachstan: categoria analitica e trasformazione sociale (1920-1928)

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    Abstract

    La sedentarizzazione e l’adozione delle pratiche economiche dei contadini slavi era uno degli obiettivi a lungo termine che l’amministrazione zarista si poneva nell’elaborare le politiche che riguardavano le popolazioni nomadi-pastorali dell’Impero. Dopo il crollo dello zarismo, la rivoluzione la guerra civile, la situazione di grave sconvolgimento economico nella steppa kazaca fornì allo stato sovietico, erede del “sapere amministrativo” zarista sulla popolazione kazaca, un’occasione per incoraggiare ancora una volta l’assimilazione dei kazachi a pratiche economiche viste come più avanzate e allo stesso tempo più corrispondenti agli interessi dello stato. Per comprendere come gli amministratori ragionassero su questo problema, è necessario analizzare l’interazione tra il sapere amministrativo e quello etnografico e statistico della metà degli anni venti, il periodo immediatamente precedente alle politiche di trasformazione economica e sociale lanciate con la collettivizzazione e la sedentarizzazione staliniana della prima metà degli anni trenta.
    Original languageItalian
    Title of host publicationIntegrazione, assimilazione, esclusione e reazione etnica
    Publication statusPublished - 1 Jan 2008

    Bibliographical note

    Fulltext access available via Publishing House of the Cris County Museum of Oradea

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    PIANCIOLA, N. (2008). I «nomadi» in Kazachstan: categoria analitica e trasformazione sociale (1920-1928). In Integrazione, assimilazione, esclusione e reazione etnica